IN VIAGGIO CON LA BIBLIOTECA

 

 

VIAGGIO IN SIRIA E GIORDANIA

 

Dal 30 aprile all’11 maggio 2008, la Biblioteca di Rosate ha organizzato un viaggio in Siria e Giordania, che ha toccato città come Aleppo, Damasco, Petra e che ha coinvolto un gruppo di circa 20 partecipanti. Proponiamo di seguito gli appunti di viaggio di alcuni dei partecipanti e alcune foto del tour, in attesa delle prossime mete di “In viaggio con la biblioteca”.

 

 

>> Consulta il programma del viaggio in Siria e Giordania

 

>> reportage viaggio USA 2004

>> reportage viaggio USA 2005

>> reportage viaggio EGITTO 2006

>> reportage viaggio CINA 2006

>> reportage viaggio CAPONORD 2007

 

 

  Foto di gruppo

 

 

Tutto nasce dal desiderio che ciascuno di noi ha di conoscere più cose possibili del mondo che ci circonda; sapere delle origini dell’uomo, della vita, del passato, di chi c’era prima di noi…

Leggere libri e guardare la tv a volte non può bastare: ci mettiamo in viaggio per vedere con i nostri occhi la realtà di questo o quel Paese …e la Biblioteca ci aiuta organizzando per noi dei viaggi molto interessanti alla scoperta di mondi lontani, sconosciuti o mal conosciuti (quante storie ci raccontano giornali e telegiornali, a volte!) come la Siria e la Giordania, mete del “viaggio primaverile” di quest’anno.

Non so perché ma mi aspettavo di vedere solo vestigia romane, avanzi di templi e città legate all’antica Roma, qualcosa che mi ricordasse quanto era stata grande l’“Italia” di una volta, e poi un mondo arabo abbastanza occidentalizzato da avere innumerevoli antenne paraboliche sopra i tetti delle case, abitazioni eleganti vicino ad altre dignitose, donne col velo e uomini che pregano nella moschea richiamati dal muezzin, cinque volte al giorno!

Ho visto tutto questo, ma molto di più.

In Siria ho visto i resti di civiltà antichissime, come l’antica città di Ebla, del terzo millennio a.C. che fondava la sua ricchezza nel commercio della lana distrutta nel 2300 a.C. dagli Accadi sostituiti poi dai Babilonesi noti per il loro sovrano Hammurabi, autore del primo codice penale della storia. E dopo di loro gli Ittiti e gli Assiri e poi Alessandro Magno e poi solo allora (!) i Romani; dopo Costantino ecco i Bizantini e poi l’arrivo dell’Islam con i Crociati e …insomma tutto questo ha portato ad una storia ricca e per certi versi sconosciuta a noi occidentali, con vestigia e siti archeologici ancora da scoprire, sepolti sotto i famosi Tell,  montagne di terra ancora da scavare in mezzo a campagne verdissime coltivate a cereali, verdure e olivi nella zona di Aleppo.

Perché il deserto in Siria c’è, ma esistono anche zone coltivate e città densamente abitate, come Damasco, o città antichissime come Bosra, menzionata addirittura dagli Egizi, dove la gente ancora vive nel sito archeologico con le strade costruite dagli antichi romani, e dove esiste un teatro romano dall’acustica sorprendente tra i più belli del Medio Oriente usato ancora oggi per un festival annuale.

Della Giordania che dire? La Giordania è Amman la capitale, 5000 anni di storia portati molto bene, l’occidente qui si sente. Ma è anche Gerasa, l’antica e splendida città romana, solo in piccola parte portata alla luce; Madaba e i suoi mosaici; il Mar Morto con il sale e i suoi fanghi curativi; il monte Nebo e Mosè e l’ulivo di Giovanni Paolo II.

Ma è soprattutto Petra… indescrivibile a parole, da vedere assolutamente una volta nella vita: non per niente è considerata una delle meraviglie del mondo!

E’ una stupefacente città scavata nella roccia, dimenticata per un migliaio d’anni e riscoperta nel 1812, abitata fino agli anni ’80 dai beduini: l’abbiamo vista nel film di Indiana Jones, nelle trasmissioni di Alberto Angela o della Colò, ma niente può essere paragonato  all’emozione che si prova dopo aver percorso lo stretto canyon, il Siq, quando compare davanti agli occhi questo “tempio”, il Tesoro, con la facciata mirabilmente scolpita, in pietra arenaria policroma di un colore rosato intenso, come le rocce tutt’intorno, che presentano striature color ruggine grigie e gialle con molte sfumature intermedie.

L’unico problema è che a vedere tutto questo ci sono altre 3000 persone insieme a voi! E’ così ogni giorno! Il sito presenta anche altre tombe nabatee, belle certamente, ma non così splendide, e naturalmente asinelli e dromedari e banchetti di venditori di collane e souvenir …come in tutti i luoghi turistici del mondo.

Il viaggio è terminato con la traversata del Mar Rosso su un moderno battello fino ad arrivare a Sharm: certo qualche giorno di pace e di mare ci avrebbero giovato, ma avremmo rischiato di confondere la storia e la bellezza dei luoghi visitati con una vacanza che in ogni momento possiamo fare, basta spingere la porta dell’agenzia turistica sottocasa e prenotare senza fatica sole e mare, ma certo niente di più.

Maria Rosa Carati

 

 

 

Scavi di Ebla

Panorama di Aleppo

 

 

DIARIO DI VIAGGIO

 

Premetto che non sono una scrittrice ma vorrei cercare di descrivere sensazioni ed emozioni da noi vissute. Anche quest’anno la biblioteca ha organizzato un bel viaggio, Siria e Giordania in 10 giorni, una bella strapazzata ma, ne è valsa la pena!

Partiamo da Rosate il 30 Aprile con l’euforia che di solito accompagna ogni viaggio, non siamo tanti ma basta buttare l’occhio per capire che sembriamo tutti dei bambini in gita scolastica e tutto ciò mi mette di buonumore.

Alla Malpensa abbiamo incontrato le coppie che hanno condiviso con noi le emozioni di questo viaggio. Come ogni viaggio, c’è stato qualche piccolo contrattempo che però si è risolto velocemente.

Arriviamo al Cairo in serata, c’è vento e mi sembra di tornare indietro di due anni, unica differenza fa più fresco e l’aria è meno pesante. Una bella doccia, una dormita (per chi è riuscito) e penso chissà se vedrò ancora la grande piramide e la Sfinge.

Al mattino del 1 Maggio di buon ora (ma non troppo) si parte per il tour della città. Non posso crederci, siamo ancora li, davanti all’immensità delle piramidi e della Sfinge! La mattina passa veloce, si pranza e poi alla volta dell’aeroporto per volare verso la Siria. Prima tappa Aleppo.

Arriviamo nel pomeriggio, la burocrazia qui è più rigida e per passare la dogana abbiamo dovuto attendere almeno un’oretta. A causa del ritardo, all’incontro con la nostra guida Jussuf, ci spiega che per evitare di perdere la visita del Suk (mercato) in quanto il Venerdì è festa ed è chiuso, ci porta subito, prima di raggiungere l’albergo. Un po’ storditi dal viaggio, lo seguiamo ben attenti a non perderlo di vista. Ci illustra le botteghe e si sofferma in alcuni punti dove un tempo vi erano i caravanserragli (alberghi) dove i mercanti si fermavamo a riposare durante i loro viaggi.

Dopo una buona notte ed un’abbondante colazione, al mattino si parte alla volta di Ebla, c’è sempre vento e sinceramente si fatica ad ascoltare la guida, ci si limita ad ammirate il panorama, gli scavi archeologici (di una spedizione Italiana) e cercare di coprirsi il più possibile.

La Siria è un paese molto verde, non immaginavo di trovare tanti pini, ulivi a dismisura e soprattutto il clima, lo immaginavo più caldo anche in questa stagione.

Visitiamo poi quel che rimane della Basilica di San Simeone, scopriamo che ragazzine e ragazzini sono incuriositi dai turisti ed in special modo dei miei capelli e fanno a gara per toccarmeli, abbiamo visto anche le piante dei pistacchi. Nel pomeriggio ci dirigiamo al museo, ed alla cittadella, da li si può ammirare un fantastico panorama di Aleppo con tutte le sue moschee. Dopo la camminata salita e discesa, ci fermiamo in un bar a bere il tipico the alla menta, abbiamo acquistato (chi più, chi meno) il famoso sapone di Aleppo (che io conosco ed uso da anni), rientriamo in albergo e poi al ristorante.

Al mattino, sempre di buon ora, partiamo verso Sergjilla, altra città morta ma ancora ben conservata, si distinguono le antiche strade, il frantoio, il forno, con un po’ di fantasia… sembra di sentire il profumo del pane. Proseguiamo per Apamea, città dalle mille colonne, mi sarebbe piaciuto poter fotografare dall’alto per dare un senso più reale a quanto è stato costruito senza l’aiuto di tecnologie avanzate. Davanti a queste opere, mi sento una formichina. Qui, mentre passeggiavamo lungo il colonnato, il Gigi, ha fatto conoscenza con un gruppo di persone provenienti dal paese di Don Paolo Moioli che negli anni 70 è stato nostro Parroco (è stata una piacevole parentesi). Raggiungiamo il pullman, si riparte alla volta del Krak dei Cavalieri, breve sosta per fotografare le Noire, grandi ruote di legno che servivano a sollevare le acque del fiume per poter irrigare i campi.

Giungiamo al ristorante dove abbiamo mangiato anche delle ottime patatine fritte, il tutto condito dalla simpatia del cameriere che non nascondeva di certo la sua diversità. Come digestivo, una bella arrampicata sulla scalinata del bellissimo Krak (castello). C’è sempre il vento, forse è una fortuna, non si rimane affaticati anche dal caldo. Il castello è molto ben conservato e, si respira un’aria quasi innaturale, si immaginano i cavalieri che arrivano al galoppo sui loro magnifici cavalli (come nei film). In serata arriviamo a Palmira, si pernotta in un albergo dove l’ingresso raffigura il colonnato della città stessa.

Al mattino si parte per la visita, qui l’ ambiente è più desertico, meno verde, più polvere, il vento è ormai una costante, ma il fascino dei monumenti è grande. Visitiamo le tombe a torre, il Tempio di re Bel, la via colonnata, il teatro. Sono talmente tanti i monumenti visti che sicuramente qualcosa la dimentico. Si rientra in albergo, si pranza (tra l’altro si gode di un ottimo panorama dal ristorante) ed il pomeriggio è libero. Chi approfitta di un bagno in piscina, chi sta a riposare sotto l’ombrellone, chi fa quattro passi intorno all’hotel poi ci si prepara per la cena sotto una tenda beduina. Purtroppo non tutti hanno apprezzato il sapore un po’ forte del montone o forse la vista di come è stato servito. L’importante comunque è il divertimento quindi eccoci pronti a farci un narghilè. Titubante, non l’ho mai fatto, ho provato… (premetto che da pochi mesi ho smesso di fumare e avevo paura di cadere in tentazione)… penso che sia un po’ come fumare la pipa, si assapora il profumo e l’aroma del tabacco, non è un vizio come la sigaretta. Torniamo al nostro albergo, riposiamo ed al mattino si parte con destinazione Damasco, la capitale.

Durante il viaggio, facciamo sosta a Maalula dove gli abitanti parlano ancora l’Aramaico, la lingua di Gesù, visitiamo il monastero di S. Sergio dove una ragazza ci recita il Padre Nostro in Aramaico, è forse il momento più toccante del nostro tour, siamo tutti intorno all’altare in religioso silenzio ad ascoltare questa preghiera, un po’ emozionati ed un po’ commossi, facciamo il segno della croce ed usciamo sempre in silenzio. Raggiungiamo Damasco in tarda mattinata, visitiamo il museo molto velocemente e nel pomeriggio si visita la città. La Moschea dove tutti abbiamo dovuto abbigliarci con un copri abito in rispetto alle loro usanze, noi donne con anche il cappuccio in testa, non si devono vedere i capelli, visitiamo anche il quartiere Cristiano, la Casa di Anania dove il Vangelo racconta della guarigione di S. Paolo. La rimanenza del pomeriggio è libera, quindi si visita il Suk, dove tutti bene o male abbiamo fatto i nostri acquisti. Chi ha preso il the, chi invece i tappeti, chi cercava un souvenir da portare ad amici e parenti …quanto camminare alla fine eravamo tutti stanchi ed affamati. Finiamo la nostra giornata al ristorante con abbinato anche uno spettacolo di Derwishi.

La mattina successiva ci dirigiamo direttamente a Bosra antica città fondata dai Nabatei, Jussuf ci fa notare la somiglianza delle costruzioni in pietra basaltica scura, a chiese o basiliche esistenti in Italia come in Liguria, Toscana e Sicilia. Visitiamo l’anfiteatro, pranziamo e poi si parte per Amman (Giordania) abbandoniamo la nostra guida, ed alcuni compagni di viaggio perché per loro la vacanza finisce qui. Noi proseguiamo, attraversiamo la dogana, la burocrazia è sempre lenta, arriviamo in città in tardo pomeriggio, faccio in tempo a fotografare dalla finestra della mia camera il tramonto su Amman, doccia e cena.

Al mattino, incontriamo la nostra guida Giordana, Ismail. Visita panoramica della città, il museo dove abbiamo ammirato tra le altre cose anche i rotoli di Wadi Rum (resi ancora più famosi dal film “Il codice Da Vinci”), visitiamo il teatro Romano, proseguiamo per Jerash camminiamo tanto e la stanchezza comincia a farsi sentire. Ismail con l’iuto di un ragazzo del posto ci spiega come già all’epoca conoscevano bene i danni procurati dai terremoti e come hanno imparato a costruire monumenti antisismici. Nel pomeriggio raggiungiamo il Mar Morto a 390 metri sotto il livello del mare e qui si scatena tutta l’allegria dei componenti del gruppo, cominci a vederli tutti belli rilassati che si gongolano a galleggiare nelle acque del mare, si infangano per provare i benefici di questi fanghi quasi miracolosi. Otre alla bellezza ed incanto dei luoghi, si deve sempre dedicare tempo anche al divertimento! E devo ammettere, in questo viaggio non ci siamo fatti mancare tante tante risate.

Il mattino seguente si parte per visitare Madaba ammiriamo all’interno della Chiesa Greco-Ortodossa di San Giorgio il famoso mosaico che rappresenta la carta della Palestina, si riparte con destinazione il Monte Nebo da dove abbiamo ammirato lo stesso paesaggio contemplato da Mosè “La terra promessa”. Sosta e foto davanti all’ulivo piantato a commemorazione del Giubileo del 2000 in onore di Papa Giovanni Paolo II. Abbiamo ammirato panorami mozzafiato, il Canyon, la diga sul Giordano. In serata arriviamo in prossimità del nostro albergo a Petra ma, prima di raggiungerlo una breve sosta a “Piccola Petra” dove si comincia ad assaporare quello che vedremo domani. Rientro in albergo (labirinto) da cui si gode uno spettacolare panorama.

Al mattino tutti pronti per la grande avventura: Ismail ci spiega e racconta tante cose su Petra ma, un po’ per la confusione (è un luogo molto affollato da turisti di tutto il mondo) un po’ perché sembravamo scolaretti alla prima visita del Duomo di Milano, un po’ perché volevamo riempirci gli occhi e la fotocamera di tanta bellezza, credo che in pochi hanno ascoltato proprio tutto. Alla fine di questo cammino, ecco sbucare il “Tesoro di Petra”. Tanto ancora ci sarebbe da scoprire. Sotto la strada (lastricata in alcuni punti) almeno a 6 metri di profondità ci sono ancora monumenti che negli anni sono stati coperti. Abbiamo ammirato l’ennesimo teatro Romano. Dopo pranzo, abbiamo il pomeriggio libero. La maggior parte di noi si è cimentata a scalare gli 840 scalini che portavano al Monastero, chi invece è rimasto a riposare ed a godersi il panorama. Rientrati in hotel prima del previsto, abbiamo avuto un po’ di tempo per una bella doccia ed un riposino prima di cena. Domani è l’ultimo giorno di vacanza e si comincia a sentire la malinconia ma ancora delle belle emozioni ci aspettano!

Di buonissimo mattino “sveglia alla 5” partenza alle 6 con la nostra colazione al sacco composta da: due piccoli panini, un muffin, un cetriolo, un pomodoro, una mela ed un succo di frutta, siamo partiti alla volta di Wadi Rum. Dal pullman, siamo  passati ai fuoristrada. Di prima mattina, alle 7 nei cassoni di questi fuoristrada un po’ sgangherati, abbiamo fatto un’escursione molto appagante, ci siamo fermati a bere il the nel deserto, chi ha fatto gli ultimi acquisti, abbiamo ammirato gli antichissimi graffiti poi siamo tornati al nostro pullman. Nostra ultima tappa, l’attraversamento del Mar Rosso in traghetto per evitare i possibili disguidi che spesso si creano alle dogane con Israele.

Nel primo pomeriggio raggiungiamo Nueba in Egitto dove pranziamo in uno spettacolare albergo, facciamo le nostre foto ricordo , e si riparte in pullman per raggiungere Sharm in serata. Ormai si sente tutta la stanchezza. Ci guardiamo in faccia un po’ stupiti, ci domandiamo ma chi ci ha fatto fare questa sfacchinata? Eppure sono convinta che sarebbero tutti pronti a ripartire.

Fa niente se c’è stato il vento tutto il tempo ed in alcuni momenti ci ha proprio tormentati. Il mal di pancia, purtroppo si sa in questi paesi è da mettere in previsione. Non importa se c’è stato qualche piccolo disguido. L’importante è che ho avuto l’opportunità di conoscere meglio persone del mio paese che conoscevo solo di vista. Ho approfondito l’amicizia delle persone con cui avevo fatto altri viaggi. Abbiamo avuto ospiti da altre città ed altre regioni che credo si siano trovati bene nel nostro gruppo e che altro dire …Mauro, Eleonora… che non ci sia più un viaggio senza di voi. ci siete mancati!

Un grazie sincero a tutti della compagnia e per aver condiviso queste belle emozioni, alla prossima avventura.

 

                                                                                              Laura Leva

 

Mar Morto

Nel deserto di Wadi Rum

 

 

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