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IN VIAGGIO CON LA |
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VIAGGIO IN SIRIA E GIORDANIA |
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Dal 30 aprile all’11 maggio 2008, la Biblioteca di Rosate ha organizzato
un viaggio in Siria e Giordania, che ha toccato città come Aleppo, Damasco, Petra e che ha coinvolto un gruppo di circa 20
partecipanti. Proponiamo di seguito
gli appunti di viaggio di alcuni dei partecipanti e alcune foto del tour, in attesa delle prossime mete di “In viaggio con la
biblioteca”. |
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Foto
di gruppo |
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Tutto nasce dal
desiderio che ciascuno di noi ha di conoscere più cose possibili del mondo
che ci circonda; sapere delle origini dell’uomo, della vita, del passato, di
chi c’era prima di noi… Leggere libri e
guardare la tv a volte non può bastare: ci mettiamo in viaggio per vedere con
i nostri occhi la realtà di questo o quel Paese …e Non so perché ma
mi aspettavo di vedere solo vestigia romane, avanzi di templi e città legate
all’antica Roma, qualcosa che mi ricordasse quanto era stata grande
l’“Italia” di una volta, e poi un mondo arabo abbastanza occidentalizzato da
avere innumerevoli antenne paraboliche sopra i tetti delle case, abitazioni
eleganti vicino ad altre dignitose, donne col velo e uomini che pregano nella moschea richiamati dal muezzin, cinque volte al
giorno! Ho visto tutto
questo, ma molto di più. In Siria ho visto
i resti di civiltà antichissime, come l’antica città di Ebla, del terzo millennio a.C. che fondava la sua
ricchezza nel commercio della lana distrutta nel Perché il deserto in
Siria c’è, ma esistono anche zone coltivate e città densamente abitate, come
Damasco, o città antichissime come Bosra,
menzionata addirittura dagli Egizi, dove la gente ancora vive nel sito
archeologico con le strade costruite dagli antichi romani, e dove esiste un
teatro romano dall’acustica sorprendente tra i più belli del Medio Oriente
usato ancora oggi per un festival annuale. Della Giordania
che dire? Ma è soprattutto Petra… indescrivibile a parole, da vedere assolutamente
una volta nella vita: non per niente è considerata una delle meraviglie del
mondo! E’ una
stupefacente città scavata nella roccia, dimenticata per un migliaio d’anni e
riscoperta nel 1812, abitata fino agli anni ’80 dai beduini: l’abbiamo vista
nel film di Indiana Jones,
nelle trasmissioni di Alberto Angela o della Colò, ma niente può essere
paragonato all’emozione che si prova
dopo aver percorso lo stretto canyon, il Siq,
quando compare davanti agli occhi questo “tempio”, il Tesoro, con la facciata
mirabilmente scolpita, in pietra arenaria policroma di un colore rosato
intenso, come le rocce tutt’intorno, che presentano
striature color ruggine grigie e gialle con molte sfumature intermedie. L’unico problema
è che a vedere tutto questo ci sono altre 3000 persone insieme a voi! E’ così ogni giorno! Il sito presenta anche altre
tombe nabatee, belle certamente, ma non così
splendide, e naturalmente asinelli e dromedari e banchetti di venditori di
collane e souvenir …come in tutti i luoghi turistici del mondo. Il viaggio è
terminato con la traversata del Mar Rosso su un moderno battello fino ad
arrivare a Sharm: certo qualche giorno di pace e di
mare ci avrebbero giovato, ma avremmo rischiato di confondere la storia e la
bellezza dei luoghi visitati con una vacanza che in ogni momento possiamo fare, basta spingere la porta dell’agenzia
turistica sottocasa e prenotare senza fatica sole e mare, ma certo niente di
più. Maria
Rosa Carati |
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Scavi di Ebla |
Panorama di Aleppo |
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DIARIO DI VIAGGIO Premetto che non
sono una scrittrice ma vorrei cercare di descrivere
sensazioni ed emozioni da noi vissute. Anche quest’anno
la biblioteca ha organizzato un bel viaggio, Siria e Giordania in 10 giorni,
una bella strapazzata ma, ne è valsa la pena! Partiamo da
Rosate il 30 Aprile con l’euforia che di solito accompagna ogni viaggio, non
siamo tanti ma basta buttare l’occhio per capire che sembriamo tutti dei
bambini in gita scolastica e tutto ciò mi mette di buonumore. Alla Malpensa abbiamo incontrato le coppie che hanno condiviso
con noi le emozioni di questo viaggio. Come ogni viaggio, c’è stato qualche
piccolo contrattempo che però si è risolto velocemente. Arriviamo al
Cairo in serata, c’è vento e mi sembra di tornare
indietro di due anni, unica differenza fa più fresco e l’aria è meno pesante.
Una bella doccia, una dormita (per chi è riuscito) e penso chissà se vedrò
ancora la grande piramide e la Sfinge. Al mattino del 1
Maggio di buon ora (ma non troppo) si parte per il
tour della città. Non posso crederci, siamo ancora
li, davanti all’immensità delle piramidi e della Sfinge! La mattina passa
veloce, si pranza e poi alla volta dell’aeroporto per volare verso la Siria.
Prima tappa Aleppo. Arriviamo nel
pomeriggio, la burocrazia qui è più rigida e per passare la dogana abbiamo
dovuto attendere almeno un’oretta. A causa del ritardo, all’incontro con la
nostra guida Jussuf, ci spiega che per evitare di perdere
la visita del Suk (mercato) in
quanto il Venerdì è festa ed è chiuso, ci porta subito, prima di
raggiungere l’albergo. Un po’ storditi dal viaggio, lo seguiamo ben attenti a
non perderlo di vista. Ci illustra le botteghe e si
sofferma in alcuni punti dove un tempo vi erano i caravanserragli (alberghi)
dove i mercanti si fermavamo a riposare durante i loro viaggi. Dopo una buona
notte ed un’abbondante colazione, al mattino si parte
alla volta di Ebla, c’è sempre vento e sinceramente
si fatica ad ascoltare la guida, ci si limita ad ammirate il panorama, gli
scavi archeologici (di una spedizione Italiana) e cercare di coprirsi il più
possibile. La Siria è un
paese molto verde, non immaginavo di trovare tanti
pini, ulivi a dismisura e soprattutto il clima, lo immaginavo più caldo anche
in questa stagione. Visitiamo poi
quel che rimane della Basilica di San Simeone, scopriamo che ragazzine e
ragazzini sono incuriositi dai turisti ed in special modo dei miei capelli e
fanno a gara per toccarmeli, abbiamo visto anche le piante dei pistacchi. Nel
pomeriggio ci dirigiamo al museo, ed alla cittadella, da li
si può ammirare un fantastico panorama di Aleppo con tutte le sue moschee.
Dopo la camminata salita e discesa, ci fermiamo in un bar a bere il tipico
the alla menta, abbiamo acquistato (chi più, chi
meno) il famoso sapone di Aleppo (che io conosco ed uso da anni), rientriamo
in albergo e poi al ristorante. Al mattino,
sempre di buon ora, partiamo verso Sergjilla, altra città morta ma ancora ben conservata, si
distinguono le antiche strade, il frantoio, il forno, con un po’ di fantasia…
sembra di sentire il profumo del pane. Proseguiamo per Apamea,
città dalle mille colonne, mi sarebbe piaciuto poter
fotografare dall’alto per dare un senso più reale a quanto è stato costruito
senza l’aiuto di tecnologie avanzate. Davanti a queste opere, mi sento una
formichina. Qui, mentre passeggiavamo lungo il colonnato, il Gigi, ha fatto
conoscenza con un gruppo di persone provenienti dal paese di Don Paolo Moioli che negli anni 70 è stato nostro Parroco (è stata
una piacevole parentesi). Raggiungiamo il pullman, si riparte alla volta del Krak dei Cavalieri, breve sosta per fotografare le Noire, grandi ruote di legno che servivano a sollevare le
acque del fiume per poter irrigare i campi. Giungiamo al
ristorante dove abbiamo mangiato anche delle ottime patatine fritte, il tutto
condito dalla simpatia del cameriere che non nascondeva di certo la sua
diversità. Come digestivo, una bella arrampicata
sulla scalinata del bellissimo Krak (castello). C’è
sempre il vento, forse è una fortuna, non si rimane affaticati anche dal
caldo. Il castello è molto ben conservato e, si respira un’aria quasi
innaturale, si immaginano i cavalieri che arrivano
al galoppo sui loro magnifici cavalli (come nei film). In
serata arriviamo a Palmira, si pernotta in un albergo dove l’ingresso
raffigura il colonnato della città stessa. Al mattino si
parte per la visita, qui l’ ambiente è più
desertico, meno verde, più polvere, il vento è ormai una costante, ma il
fascino dei monumenti è grande. Visitiamo le tombe a torre, il Tempio di re
Bel, la via colonnata, il teatro. Sono talmente
tanti i monumenti visti che sicuramente qualcosa la dimentico.
Si rientra in albergo, si pranza (tra l’altro si gode di
un ottimo panorama dal ristorante) ed il pomeriggio è libero. Chi approfitta
di un bagno in piscina, chi sta a riposare sotto
l’ombrellone, chi fa quattro passi intorno all’hotel poi ci si prepara per la
cena sotto una tenda beduina. Purtroppo non tutti hanno apprezzato il sapore
un po’ forte del montone o forse la vista di come è
stato servito. L’importante comunque è il
divertimento quindi eccoci pronti a farci un narghilè.
Titubante, non l’ho mai fatto, ho provato… (premetto che da pochi mesi ho
smesso di fumare e avevo paura di cadere in tentazione)… penso che sia un po’
come fumare la pipa, si assapora il profumo e l’aroma del tabacco, non è un
vizio come la sigaretta. Torniamo al nostro albergo, riposiamo ed al mattino si parte con destinazione Damasco, la capitale.
Durante il
viaggio, facciamo sosta a Maalula dove gli abitanti
parlano ancora l’Aramaico, la lingua di Gesù, visitiamo il monastero di S. Sergio dove una
ragazza ci recita il Padre Nostro in Aramaico, è
forse il momento più toccante del nostro tour, siamo tutti intorno all’altare
in religioso silenzio ad ascoltare questa preghiera, un po’ emozionati ed un
po’ commossi, facciamo il segno della croce ed usciamo sempre in silenzio.
Raggiungiamo Damasco in tarda mattinata, visitiamo il museo molto velocemente
e nel pomeriggio si visita la città. La Moschea dove tutti abbiamo
dovuto abbigliarci con un copri abito in rispetto alle loro usanze, noi donne
con anche il cappuccio in testa, non si devono vedere i capelli, visitiamo
anche il quartiere Cristiano, la Casa di Anania dove il Vangelo racconta
della guarigione di S. Paolo. La rimanenza del pomeriggio è libera, quindi si
visita il Suk, dove tutti bene
o male abbiamo fatto i nostri acquisti. Chi ha preso il
the, chi invece i tappeti, chi cercava un souvenir da portare ad amici e
parenti …quanto camminare alla fine eravamo tutti stanchi ed affamati.
Finiamo la nostra giornata al ristorante con abbinato anche uno spettacolo di
Derwishi. La mattina
successiva ci dirigiamo direttamente a Bosra antica
città fondata dai Nabatei,
Jussuf ci fa notare la somiglianza delle
costruzioni in pietra basaltica scura, a chiese o basiliche esistenti in
Italia come in Liguria, Toscana e Sicilia. Visitiamo l’anfiteatro, pranziamo
e poi si parte per Amman (Giordania) abbandoniamo la nostra guida, ed alcuni
compagni di viaggio perché per loro la vacanza finisce qui. Noi proseguiamo,
attraversiamo la dogana, la burocrazia è sempre lenta, arriviamo in città in
tardo pomeriggio, faccio in tempo a fotografare dalla finestra della mia
camera il tramonto su Amman, doccia e cena. Al mattino,
incontriamo la nostra guida Giordana, Ismail.
Visita panoramica della città, il museo dove abbiamo ammirato tra le altre
cose anche i rotoli di Wadi Rum (resi ancora più
famosi dal film “Il codice Da Vinci”), visitiamo il teatro Romano,
proseguiamo per Jerash camminiamo tanto e la
stanchezza comincia a farsi sentire. Ismail con l’iuto di un ragazzo del posto
ci spiega come già all’epoca conoscevano bene i danni procurati dai terremoti
e come hanno imparato a costruire monumenti antisismici. Nel pomeriggio
raggiungiamo il Mar Morto a 390 metri sotto il livello del mare e qui si
scatena tutta l’allegria dei componenti del gruppo,
cominci a vederli tutti belli rilassati che si gongolano a galleggiare nelle
acque del mare, si infangano per provare i benefici di questi fanghi quasi
miracolosi. Otre alla bellezza ed incanto dei luoghi, si deve sempre dedicare
tempo anche al divertimento! E devo ammettere, in
questo viaggio non ci siamo fatti mancare tante tante
risate. Il mattino
seguente si parte per visitare Madaba ammiriamo
all’interno della Chiesa Greco-Ortodossa di San Giorgio il famoso mosaico che
rappresenta la carta della Palestina, si riparte con destinazione il Monte Nebo da dove abbiamo ammirato lo stesso paesaggio
contemplato da Mosè “La terra promessa”. Sosta e foto davanti all’ulivo piantato a commemorazione del
Giubileo del 2000 in onore di Papa Giovanni Paolo II. Abbiamo ammirato
panorami mozzafiato, il Canyon, la diga sul Giordano. In
serata arriviamo in prossimità del nostro albergo a Petra
ma, prima di raggiungerlo una breve sosta a “Piccola Petra”
dove si comincia ad assaporare quello che vedremo domani. Rientro in albergo
(labirinto) da cui si gode uno spettacolare panorama. Al mattino tutti
pronti per la grande avventura: Ismail
ci spiega e racconta tante cose su Petra ma, un po’
per la confusione (è un luogo molto affollato da turisti di tutto il mondo)
un po’ perché sembravamo scolaretti alla prima visita del Duomo di Milano, un
po’ perché volevamo riempirci gli occhi e la fotocamera
di tanta bellezza, credo che in pochi hanno ascoltato proprio tutto. Alla
fine di questo cammino, ecco sbucare il “Tesoro di Petra”.
Tanto ancora ci sarebbe da scoprire. Sotto la strada (lastricata in alcuni
punti) almeno a 6 metri di profondità ci sono ancora monumenti che negli anni
sono stati coperti. Abbiamo ammirato l’ennesimo teatro Romano. Dopo pranzo,
abbiamo il pomeriggio libero. La maggior parte di noi si è cimentata a
scalare gli 840 scalini che portavano al Monastero, chi invece è rimasto a
riposare ed a godersi il panorama. Rientrati in hotel prima del previsto,
abbiamo avuto un po’ di tempo per una bella doccia ed un
riposino prima di cena. Domani è l’ultimo giorno di vacanza e si
comincia a sentire la malinconia ma ancora delle belle emozioni ci aspettano! Di buonissimo
mattino “sveglia alla 5” partenza alle 6 con la nostra colazione al sacco
composta da: due piccoli panini, un muffin, un cetriolo, un pomodoro, una mela ed un succo di
frutta, siamo partiti alla volta di Wadi Rum. Dal
pullman, siamo passati ai fuoristrada.
Di prima mattina, alle 7 nei cassoni di questi fuoristrada un po’
sgangherati, abbiamo fatto un’escursione molto appagante, ci siamo fermati a
bere il the nel deserto, chi ha fatto gli ultimi acquisti, abbiamo ammirato
gli antichissimi graffiti poi siamo tornati al nostro pullman. Nostra ultima
tappa, l’attraversamento del Mar Rosso in traghetto per evitare i possibili disguidi
che spesso si creano alle dogane con Israele. Nel primo
pomeriggio raggiungiamo Nueba in Egitto dove
pranziamo in uno spettacolare albergo, facciamo le nostre foto ricordo , e si riparte in pullman per raggiungere Sharm in serata. Ormai si sente tutta la stanchezza. Ci
guardiamo in faccia un po’ stupiti, ci domandiamo ma chi ci ha fatto fare questa sfacchinata? Eppure
sono convinta che sarebbero tutti pronti a ripartire. Fa niente se c’è
stato il vento tutto il tempo ed in alcuni momenti ci ha proprio tormentati. Il mal di pancia, purtroppo si sa in questi paesi è da mettere in previsione. Non importa
se c’è stato qualche piccolo disguido. L’importante
è che ho avuto l’opportunità di conoscere meglio persone del mio paese che
conoscevo solo di vista. Ho approfondito l’amicizia delle persone con cui
avevo fatto altri viaggi. Abbiamo avuto ospiti da altre città ed altre
regioni che credo si siano trovati bene nel nostro gruppo e che altro dire …Mauro,
Eleonora… che non ci sia più un viaggio senza di voi. ci
siete mancati! Un
grazie sincero a tutti della compagnia e per aver condiviso queste belle
emozioni, alla prossima avventura. Laura Leva |
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Mar Morto |
Nel deserto di Wadi Rum |
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