IN VIAGGIO CON LA BIBLIOTECA

 

 

VIAGGIO IN CINA

 

Dal 26 agosto al 4 settembre 2006, la Biblioteca di Rosate ha organizzato un viaggio in Cina, “sulle orme di padre Matteo Ricci”, che ha toccato città come Shanghai, Xi’an, Pechino e Chengde e che ha coinvolto un gruppo di 30 partecipanti. Proponiamo di seguito gli appunti di viaggio dell’accompagnatrice e di uno dei partecipanti e alcune foto del tour, in attesa delle prossime mete di “In viaggio con la biblioteca”.

 

 

>> Consulta il programma del viaggio in Cina

 

>> reportage viaggio USA 2004

>> reportage viaggio USA 2005

>> reportage viaggio EGITTO 2006

 

 

 

 

  Pechino: foto di gruppo

 

 

Il recente viaggio in Cina organizzato dalla Biblioteca di Rosate ha confermato ulteriormente un mio pensiero: la conoscenza attinge dal libro e dalla volontà di “peregrinare”.

Chiuso il libro, si preparano i bagagli e si parte!

Un percorso mirato a conoscere come vivono gli altri, a sapere ciò che possono insegnare, come affrontano la realtà e quanto di straordinario vi sia nelle loro vite è l’essenza del viaggio. Il gruppo, vivace ed entusiasta ha conosciuto un mondo lontano, dai luoghi unici e dalle atmosfere insolite. Curiosità ed emozioni si sono accavallate e confrontate con conoscenze storiche, letterarie e politiche che ciascuno portava con sé.

Certamente qui è superflua l’elencazione dei luoghi, delle sgambate o delle stravaganti piacevolezze culinarie, piuttosto che lo stupore per gli acrobati ed attori di teatro.

Resta nel cuore di ciascuno invece l’emozione degli spazi, dei ricordi di piazza Tien An Men (Porta della Pace Celeste!), dei sorrisi di questa gente pacata che, silenziosamente, trasmette il desiderio di non perdere la tradizione di condivisione del divertimento anche in età avanzata, di conservare una simbologia nella vita quotidiana e di gioire dei colori, dei profumi e dei suoni abituali.

La semplicità vissuta con il sorriso credo sia uno degli aspetti che ciascuno di noi porta come nostalgia da questo viaggio.

Abili artigiani nel ritagliare carta di riso, nel lavorare la seta, nel preparare vasi o nel coltivare perle hanno attirato l’interesse di tutti e ci hanno trascinati negli acquisti… abbiamo tutti bisogno di portare qualcosa che favorisca i ricordi.

Grazie alla Biblioteca per la proposta e a tutti i partecipanti che hanno cercato questo viaggio, e che l’hanno condiviso, a base di riso… col sorriso.

Rosalia Soffientini

 

 

 

Esercito di terracotta a Xi’an

Panorama a Shanghai

 

 

DIARIO DI VIAGGIO

 

IL TITOLO

In realtà vorrei individuare due titoli. Il primo, “La Cina di Padre Matteo Ricci”, è quello dato dalla Biblioteca di Rosate che ha organizzato il viaggio. Ne parlerò, per le problematiche che comporta, nella conclusione.

Il secondo,  che chiamerò “La Cina alla ribalta”, non è difficile da motivare a partire dall’ articolo di F. Giavazzi apparso sul Corriere in data 11/09/06 intitolato: “La nuova rivoluzione cinese” per passare al viaggio di Prodi della terza settimana di settembre e a tutti i servizi giornalistici e televisivi che ci hanno “inondato” in questo periodo.

Possiamo essere in qualche misura orgogliosi (mi riferisco agli organizzatori e ai partecipantì) di aver intuito i tempi... (siamo noi, si fa per dire, che abbiamo detto a Prodi: “Vai… La Cina è vicina, è business... etc”).

 

IL TEMPO

Possiamo anche qui distinguere due modalità per concepire il tempo: il primo relativo alla periodo stagionale del nostro viaggio, tra fine agosto e inizio di settembre, sul finire quindi della stagione dei monsoni che colpiscono soprattutto il sud della Cina. Ci è andata bene ma un assaggio di quello che può essere una “pioggia monsonica” lo abbiamo avuto vicino a Shanghai quando, il terzo giorno del viaggio (28 agosto), siamo andati in pullman a Zhujiajao, piccolo villaggio con caratteristici ponticelli antichi di epoca Ming. In un batter d’occhio le strade erano inondate,  ma, come ha smesso di piovere, altrettanto velocemente, o quasi, si sono svuotate e sono ritornate percorribili.

L’altra considerazione  riguarda la durata del nostro viaggio. E’ stata breve, dieci giorni di cui due di viaggio aereo. Però, se si hanno occhi per vedere, un quadro della situazione uno se lo fa, anche se parziale, soprattutto se si ascoltano le guide locali che sono preparate e disponibili. Io poi le ho tempestate di domande....

Questo è lo stile dei viaggi dei nostri giorni, un po’ “mordi e fuggi”: rapidi, relativamente economici in cui  in genere si ignorano gli aspetti meno evoluti ma molto significativi di un paese, senza contare, come dicevano i nostri avvisi, che in Cina in particolare c’e una notevole mancanza di flessibilità per quel che riguarda i “fuori programma”. I turisti vanno nei luoghi turistici e via...

Meglio comunque la “conoscenza di massa” un po’ superficiale dei nostri giorni che quella di élite del passato, riservata a pochi raffinati benestanti , intellettuali, artisti etc...

 

I  LUOGHI

Come da programma abbiamo visitato tre dei centri più noti: Shanghai, Xian e Pechino.

Meno conosciuto ma non meno interessante Chengde, centro situato vicino a Pechino, sia per l’aspetto naturalistico che per quello religioso. Abbiamo infatti il comprensorio delle montagne imperiali con un parco di ben 560 ettari, realizzato nel settecento, con pagode e padiglioni che si affacciano su un bellissimo lago e gli “Otto monasteri” tra cui  il “ Piccolo Potala” (1767).Questo ricorda  quello maestoso di Lhasa, residenza del Dalai Lama e rievoca una problematica politica,  quella del Tibet, inglobato  a forza nella Cina come regione“ autonoma” nel 1951,  falliti gli sforzi insurrezionali guidati dal Dalai Lama.

- SHANGHAI (27/ 28 agosto)

Che dire? Modernissima, ha solo 150 anni ( a fronte di una storia della Cina millenaria), è la maggiore megalopoli cinese (16 milioni di abitanti circa), seguono Pechino e Hong Kong. Mentre gli edifici del secolo scorso sono consueti, quelli più recenti sono improntati sulla verticalità. Potremmo parlare, per la modernità, di globalizzazione dei materiali: vetro, cemento, acciaio (vedi New York che tuttavia ha un suo stile più omogeneo mentre qui c’è minore unità stilistica perché i grattacieli, sparsi un po’ ovunque, sono talvolta intervallati da edifici differenti). Si perdono le impronte nazionali. Bisognerebbe fare un recupero delle caratteristiche culturali o ambientali specifiche (vedi i Progetti di Renzo Piano con inserimento anche della natura in edifici di città in fasce climatiche equatoriali).

Alla sera abbiamo passeggiato per le vie principali ed era uno spettacolo mozzafiato: luci, colori, suoni, traffico. Un notturno affascinante. A questo proposito  una rassegna fotografica diventa indispensabile perché quello che conta è l’effetto, la meraviglia.. Tutti noi abbiamo fotografato alla grande. E poi alla sera un po’ si respira.

Siamo nella Cina meridionale. L’alta temperatura e soprattutto l’altissimo tasso di umidità ti fanno respirare a fatica. Non abbiamo mai visto il cielo. La nostra guida locale, Sonia, ragazza ultramoderna che si esprime con un italiano splendido per la correttezza morfosintattica e la ricchezza lessicale,  ci ha detto che Shanghai è colpita da 20 tifoni per estate: fortunatamente il mare è relativamente lontano e non si hanno “effetti tsunami”. La fatica è accentuata dal fatto che in tutti i luoghi possibile viene sparata aria condizionata“ a manetta” .

“ Verdi” di tutto il mondo unitevi! Che dispendio energetico abbiamo! Non solo qui naturalmente ma nei paesi tropicali o equatoriali si avverte di più lo spreco per la accentuata differenza di temperatura nociva anche alla salute. Mi ricordo che ho fatto la stessa considerazione a Israele, anni fa.

Alla sera si cena prestissimo e anche quando ci portano a qualche spettacolo, quello del Circo acrobatico di Schanghai è stato superbo, alle 21 tutto è finito. Turisti a nanna..Non sono mai andata a letto così presto!

- XIAN (29/30 agosto)

E’ stata per parecchi secoli la capitale. La guida ci ha spiegato che il suo nome letteralmete significa“ la pace eterna”. La città è graziosa. In serata ci è stato offerto, dopo un pasto a base di ravioli di tutti i tipi (anche troppi) e sempre entro le 21, un affascinante spettacolo di musiche e danze tradizionali cinesi: un tripudio di grazia, bellezza e colori. Ma quello che rimane più impresso pensando a Xian è l’escursione a Lintong. Si va a vedere il mausoleo di Quin Shi Huang-di  detto anche il “Primo imperatore”, che unificò la Cina e governò l’intero paese dal 221 al 210 a.C. In questo mausoleo, ovvero nella sua tomba, (chiamato anche, secondo la guida, l’ottava meraviglia del mondo) sono state portate alla luce circa 10.000 statue di terracotta a grandezza naturale. Si rimane senza fiato! Gli antichi regnanti erano dei mitomani, gli egiziani con le piramidi,  i romani con i mausolei, ma qui siamo fuori misura!!!

Le statue, sia dei guerrieri che dei cavalli, sono molto belle, realistiche ma allo stesso tempo ripetitive e inquietanti! Tutto l’esercito doveva essere lì!

Sentiamo proprio la lontananza per la concezione dell’ uomo e la vicinanza per la cura esecutiva.

- PECHINO (2/3 settembre)

Il nome significa letteralmente “capitale del nord”.

E’ molto estesa anche in rapporto al numero degli abitanti. Si fatica ad avere un’idea d’insieme.

Le zone esterne non sono compatte; potrebbero dare un po’ l’impressione di un tessuto urbano  eterogeneo, percorso da grandi raccordi tangenziali. La piazza Tien An Men è la più grande del mondo. Non ci sono edifici di spiccata verticalità, non la cogli nel suo insieme, insomma non dà l’ idea di una piazza ma di un grande spazio aperto. Enorme è anche la “città proibita”,  però abbastanza strutturata dal punto di vista architettonico, con le tipiche costruzioni cinesi molto belle e , naturalmente, con colori spesso vivaci. Questa era la sede degli imperatori. All’ interno viveva un unico uomo, l’imperatore appunto, con la sua famiglia. Tutti gli altri erano eunuchi, e c’era una enorme quantità di concubine. Una città fuori dal mondo, “proibita” appunto ai comuni mortali ma anche una prigione (l’ imperatore non usciva mai) per non parlare della situazione femminile (c’era anche un carcere per le concubine). Molto interessanti inoltre il Tempio del cielo con intorno un parco enorme un tempo proibito, ora pieno di gente impegnata nelle più svariate attività: gruppi che danzano, anziani che giocano a carte, chi fa ginnastica, un vero polmone verde, simpatico, popolare, festoso e ordinato allo stesso tempo.

E poi la Grande Muraglia  a  Badaling, in uno dei tratti meglio conservati: da restare a bocca aperta per l’ampiezza, la grandiosità, l’estensione etc, etc... Da vedere con il brulichio di gente che passeggia.

Il vallo di Adriano di romana memoria è ben poca cosa al confronto!

 

OSSERVAZIONI

Ho preferito fare uno schema di riferimento per procedere rapidamente.

- REGIONI FISICHE

Ci sono due grandi regioni storico-geografiche: quella orientale, con vaste pianure, è ricca, industrializzata, con insediamenti urbani notevolissimi (tutte le grandi città sono qui); quella occidentale, in cui predominano i rilievi, è ancora più ampia ma povera.

- CITTA’ E CAMPAGNA

Nonostante le recenti trasformazioni economiche la popolazione mantiene un tessuto insediativo essenzialmente rurale, tanto che solo un terzo di essa vive nei centri urbani e il divario socio-economico-culturale  tra abitanti delle città e della campagna  è altissimo. Una nostra guida ha detto: “Le categorie privilegiate sono: 1) i funzionari, 2) i professionisti, 3) gli intellettuali, 4) i professori etc... Ultimi i contadini”.

- LINGUA

Secondo la nostra ultima guida locale ogni lingua è accessibile rapidamente. “Per imparare - disse - una lingua per mangiare bastano quattro mesi, per conoscerla bene non bastano dieci anni”. Ci ha insegnato qualche parola e ne ha anche scritte alcune. Ogni pronuncia ha quattro toni. Attualmente si utilizzano 5000 ideogrammi (erano 10.000 e Mao li aveva ridotti a 2000) con struttura monosillabica, (es. Deng Xiao ping). Lo scritto è difficile ma l’orale no (sempre secondo la nostra guida) perché verbi e sostantivi sono invariabili e mancano le preposizioni (ovviamente occorre memorizzare il lessico, cioè le parole, che non hanno alcuna affinità con quelle europee).

Certo i bambini cinesi restano molto tempo presi dallo studio della lingua e si “fanno le ossa”.

Ve l’immaginate i bambini italiani a imparare 5000 ideogrammi? Forse è anche per questo che la Cina del dopo Mao sta facendo passi da gigante.

- SCUOLE

Fino agli anni ottanta le scuola era gratuita ma di livelli piuttosto modesti. Ora c’è una corsa alla scuola di prestigio quasi sempre privata e costosa, sul modello americano. Non si ripetono anni: si viene espulsi.

- ARTE

Significativo l’aspetto relativo all’ architettura e alla scultura, quest’ultima tuttavia riguarda soggetti molto limitati (i grandi nella religione o nella storia o i guerrieri della tomba di cui sopra ma non quel particolare guerriero che ha un nome suo). Poco presente, per quanto abbiamo visto, la pittura come soggetto autonomo.

- SANITA’

Fino agli anni ottanta c’era un servizio sanitario pietoso ma per lo più gratuito (talvolta nelle campagne si era a livello pre-medievale). In nome della modernità e della scientificità siamo entrati nel terzo millennio ma ogni cura è a pagamento. Che cosa si potranno permettere i contadini che costituiscono circa due terzi della popolazione?

- AUTOSTRADE

Sono nate negli anni ottanta, congiungono le città più importanti e c’è un notevole traffico. Si paga il pedaggio ogni 40 Km., più o meno come in Francia, e gli automezzi sono in buone condizioni, ovviamente dove abbiamo viaggiato noi.

- TRAFFICO

Nelle megalopoli si è molto spesso fermi: è sempre ora di punta! Ma non abbiamo avvertito un’ aria più inquinata che a Milano. E nelle campagne che automezzi circolano?

- TRASPORTO AEREO

Abbiamo fatto due voli interni (ovviamente erano due fra i percorsi più importanti) : efficienza svizzera!

- CENTRALI

Numerose a carbone e due centrali nucleari più una in costruzione.

- CIBO

Quello tipico cinese. Abbondante ma ripetitivo e poi servito a ritmi troppo incalzanti.

- LE RAGAZZE

Nei posti giusti... uno schianto! Belle, slanciate, eleganti...

- VENDITORI E VENDITRICI

Troppi. La merce, nei centri di vendita, è di qualità e conveniente ma  gli ambulanti ti tolgono il respiro, ti assediano.

 

SPUNTI DI RIFLESSIONE

Come emerge da quanto detto precedentemente siamo in una fase che presenta grandi motivi di speranza ma anche grosse inquietudini. I motivi di speranza sono evidenti: la crescita economica e tecnologica, la grinta, l’impegno, la determinazione della gente. Le città hanno cambiato aspetto, la gente si esprime... tutto lievita.

Anche il timore da parte nostra della concorrenza cinese che pure è in certa misura motivato viene bilanciato dalla nuova consapevolezza delle potenzialità che per i nostri mercati rappresenta la Cina.

Tuttavia le problematiche sono molte.

Dopo la morte di Mao (1976) Deng Xiao ping ristrutturò il sistema produttivo in senso efficientista (le quattro modernizzazioni). Si è passati molto rapidamente  da un’economia comunista ad una estremamente concorrenziale e,  mentre il capitalismo in Europa si è sviluppato con gradualità, producendo al suo interno degli antidoti (equilibrio tra libera iniziativa, competitività e supporti sociali, contrattazioni sindacali etc.), qui è esploso nell’arco di pochissimo tempo. Si potrebbe parlare di capitalismo selvaggio. Gli stipendi sono bassi e la vita è molto meno cara che da noi ma c’è un forte squilibrio e le classi più povere non sono tutelate.

Anche a livello ideologico e politico ci sono dei nodi non risolti. Senza entrare in un campo più schiettamente politico (basterebbe ricordare il problema del Tibet ed il massacro della piazza Tien An Men) anche la rigidità dimostrata nei confronti dei cattolici è inquietante. A questo proposito è mancato un percorso relativo al titolo del viaggio. La tomba di Padre Matteo Ricci porta un’iscrizione in latino in parte scalpellata nell’epoca di Mao. Ora è aperta al pubblico ma ignorata.

Puntiamo sui segni di speranza che sono molti ma cercando di essere osservatori attenti e con gli occhi bene aperti non per cercare motivi di scontro ma per creare una collaborazione che prenda in considerazione tutto l’uomo.

Laura Previdi, 28/09/06

 

La Grande Muraglia

Ci sono anch’io…

 

 

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