IN VIAGGIO CON LA BIBLIOTECA

 

 

VIAGGIO IN EGITTO

 

Dal 22 aprile al 1° maggio 2006, la Biblioteca di Rosate ha organizzato un viaggio in Egitto con navigazione dell’alto Nilo, che ha toccato città come Il Cairo, Luxor, Alessandria d’Egitto e Aswan e che ha coinvolto un gruppo di 28 partecipanti. Proponiamo di seguito gli appunti di viaggio di un partecipante e alcune foto del tour, in attesa delle prossima meta di “In viaggio con la biblioteca”, che ci porterà in Cina.

 

 

>> Consulta il programma del viaggio in Cina previsto per fine agosto 2006

 

>> reportage di viaggio 2004

>> reportage di viaggio 2005

 

 

 

 

  Abu Simbel: foto di gruppo

 

 

È stato proprio un bel viaggio, anche se guardando le fotografie mi rendo conto di non aver saputo afferrare appieno tutto il fascino che i templi, le piramidi e tutti i monumenti visitati trasmettevano. E non è stata una vacanza di puro relax: tante sono state le levatacce mattutine, ricompensate però da visite “quasi solitarie” in posti magici per la loro bellezza, come la visita alla Tomba di Hi nel deserto della zona archeologica di Sakkara, nota per la piramide di Zoser a gradoni, il prototipo di quelle più note situate nella piana di Giza, quelle di Cheope, Chefren e Micerino, controllate a vista dalla Sfinge, ma appiccicate ormai alla città.

Il Cairo si è rivelata una città piena di contraddizioni, moderna e ricca con le sue strade e palazzi, alberghi e inquinamento, ma anche povera con gente che gira ancora in groppa ad un asinello, tiene le pecore sul ciglio della strada e vive nella città dei “morti”, o in baracche di fango come nel sud dell’Egitto, come nella zona di Luxor.

Luxor è stata la nostra prima tappa: la vita povera della gente del posto, case di fango con stalla adiacente, un asinello come mezzo di trasporto, il falcetto per tagliare il frumento ci hanno fatto pensare all’Egitto dei tempi di Gesù: niente sembra essere cambiato da allora.

A questa povertà così evidente ecco contrapporsi la magnificenza dei Templi di Luxor e Karnak, testimoni di un passato grandioso durato millenni. Le meravigliose colonne, 134 gigantesche, svettanti verso il cielo, gli obelischi, le statue dei faraoni, il viale delle sfingi; alla sera ventilata lo spettacolo di “suoni e luci” ha reso suggestivo un luogo che per secoli era stato il centro religioso e politico del Nuovo Regno.

E a Luxor ci siamo imbarcati per la nostra crociera sul Nilo: il lento scorrere del paesaggio ci ha mostrato come fondamentale sia stato ed è tuttora il fiume nella vita agricola e commerciale di questo paese: motonavi cariche di turisti vanno e vengono da Luxor ad Aswan, inquinando non poco l’ambiente; la necessità di energia elettrica che serve l’intero paese ha portato alla costruzione della grande diga proprio lì ad Aswan.

E si è formato il grande lago Nasser, uno dei più grandi laghi artificiali del mondo, che ha inghiottito templi e monumenti antichi in nome del progresso. Fortunatamente sono stati portati in salvo, grazie anche a tecnici e ad imprese italiane, il Tempio di File sull’isola di Agilkia e il più noto sito archeologico di Abu Simbel, che abbiamo raggiunto in aereo sorvolando proprio il lago Nasser.

Il Tempio di Abu Simbel fatto costruire da Ramses II per celebrare la sua potenza era interamente scavato in un costone roccioso, a cui vennero aggiunti come ornamento della facciata quattro colossi alti 21 metri raffiguranti il faraone stesso seduto, mentre accanto vi è il Tempio di Hathor in onore dell’amata moglie Nefertari. La particolarità di questo luogo sta nel fatto che il tempio è stato tagliato in 1036 blocchi di circa 30 tonnellate ciascuno, e trasportato qui dove è stato ricostruito salvandolo dalle acque che l’avrebbero inghiottito per sempre.

Come negli altri templi abbiamo ammirato disegni e geroglifici che adornano colonne e pareti, a volte senza più quel colore che doveva rendere ancora più vivi tutti quei personaggi di cui si raffigurano le storie; e noi ligi alla richiesta di non fare foto, per non rovinare ulteriormente i reperti, dobbiamo descrivere solo con le parole la bellezza e la plasticità dei corpi, la ricchezza dei particolari nelle scene agricole e militari, e quell’idea di movimento data dalle figure rappresentate di profilo e in più scene susseguenti, come moderni cartoni animati.

Tra le tante cose che ho dimenticato di citare, quasi mi scordo della visita al Museo Egizio del Cairo: come dimenticare le migliaia di reperti grandi, enormi come le statue o le tombe o i sarcofagi, o piccole come gli ami da pesca o i dadi da gioco, i pettini, gli specchi, gli aghi per cucire... i papiri, i gioielli. Splendido il tesoro di Tutankamon, un faraone secondario morto giovane, ma messo nella tomba con un corredo pieno di ori e pietre preziose, a cominciare dai due sarcofagi splendidamente dipinti e ricoperti da una patina d’oro. Chissà quale poteva essere il corredo funerario di faraoni ben più importanti di lui... i tombaroli ci sono sempre stati anche nell’antichità e il fascino per tutto ciò che è egizio ha contagiato popoli antichi, come i Romani, sempre alla ricerca di antichi reperti, e ha contagiato anche noi che siamo tornati a casa con i nostri bei papiri o le ciotole di alabastro, i profumi e le spezie: un ricordo tangibile per non scordare i momenti più belli di un viaggio nel passato fastoso dei faraoni.

E non dimentichiamo anche la visita alla grandiosa Biblioteca di Alessandria d’Egitto, grande nell’antichità: fondata nel III secolo a.C. conteneva fino a 500.000 testi andati poi perduti, e grande oggi: una struttura un po’ avveniristica devo dire, ma che bene si integra in una città lanciata verso l’Europa.

E forse la città di Alessandria d’Egitto non ci dimenticherà: Mauro ha preso contatti con la direzione di questa prestigiosa Biblioteca per un gemellaggio con quella di Rosate, un vero ‘colpaccio’ se il riscontro sarà positivo: solo poche altre biblioteche nel mondo hanno ottenuto questo privilegio.

Non potremo che andarne orgogliosi, e poi si sa dai gemellaggi non possono venire che cose buone: che ne dite di una vacanza sull’altra sponda del Mediterraneo all’ombra delle palme a decifrare antichi geroglifici? Oramai siamo dei veri esperti: gli dei dell’antico Egitto non hanno più segreti per noi.

Maria Rosa Carati

 

NOTA: La rinata Biblioteca di Alessandria d'Egitto è stata inaugurata mercoledì 16 ottobre 2002 alla presenza delle autorità egiziane e dell'Unesco, sotto la cui egida si è svolta tutta l'operazione. La nuova biblioteca potrà contenere fino ad 8 milioni di volumi, disposti su 11 piani per una superficie totale di 85.000 metri quadrati e con una sala di lettura di 25.000 mq capace di contenere circa 2.500 studiosi. La Biblioteca è stata progettata dall'architetto norvegese Christoph Kapellar dello Studio Snohetta di Oslo, il cui progetto ha vinto la gara internazionale che ha visto oltre 500 concorrenti.

 

 

 

La Sfinge

L’edificio della modernissima Biblioteca Alessandrina

 

 

 

 

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